ProRes RAW su DaVinci Resolve
Finalmente ProRes RAW su DaVinci Resolve: Tutto Quello Che Devi Sapere

Apple ProRes RAW arriva finalmente su DaVinci Resolve: cosa cambia davvero

Dopo anni di attesa, il codec professionale di Apple sbarca su una delle piattaforme di color grading più amate dai videomaker.


Un’attesa lunga, ma finalmente finita

“Porca miseria, quanto tempo abbiamo aspettato questo momento?”
Con questa esclamazione molti appassionati hanno salutato l’arrivo del supporto ufficiale ad Apple ProRes RAW su DaVinci Resolve. Un aggiornamento che segna un passo importante per il mondo della post-produzione video, soprattutto per chi lavora su sistemi Apple ma preferisce l’ambiente di editing e color correction di Blackmagic Design.

Fino a poco tempo fa, infatti, il ProRes RAW era gestibile solo tramite Final Cut Pro, mentre gli utenti di DaVinci erano costretti a utilizzare altri formati come il Blackmagic RAW (BRAW) o il Canon RAW.


Che cos’è Apple ProRes RAW

Per chi non lo conoscesse, l’Apple ProRes RAW è un codec video compresso ma non elaborato (RAW), che conserva gran parte delle informazioni catturate dal sensore della fotocamera. È, in sostanza, un’estensione del concetto di RAW fotografico applicato al video.

Registrando in ProRes RAW, la demosaicizzazione (cioè la conversione dei dati del sensore in immagine RGB) non avviene in camera, ma in post-produzione.
Questo significa che il file mantiene dati grezzi più ricchi, permettendo in seguito di regolare esposizione, ISO e bilanciamento del bianco in modo molto più flessibile, con una qualità d’immagine superiore e margini di recupero notevoli nelle alte luci e nelle ombre.


Bit, colore e qualità

Il ProRes RAW registra a 12 bit, offrendo circa 68 miliardi di colori, un’enorme differenza rispetto agli 8 o 10 bit dei codec tradizionali come H.264 o H.265.
Questo consente una maggior profondità tonale e gradazioni di colore più morbide — anche se, per apprezzarle pienamente, servono monitor HDR di fascia alta.

La contropartita? File molto pesanti.
Per questo motivo Apple ha previsto due varianti del codec:

  • ProRes RAW (standard)
  • ProRes RAW HQ, con compressione minore e qualità più elevata, pensato per progetti cinematografici o di color grading avanzato.

Il ruolo dell’Atomos Ninja V

Gran parte delle prove sul campo sono state fatte con il monitor/recorder Atomos Ninja V, un dispositivo che permette di registrare esternamente in ProRes RAW da diverse fotocamere.
Questo piccolo ma potente strumento consente la registrazione a 12 bit su SSD, garantendo una luminosità fino a 1000 nits e una visione accurata sul set.

Nonostante il costo non indifferente e qualche compromesso (come la necessità di calibrarlo manualmente per ottenere colori perfetti), il Ninja V si conferma uno strumento indispensabile per chi lavora in RAW con mirrorless o cineprese compatte.


ProRes RAW contro gli altri RAW

Il panorama dei codec RAW si è evoluto molto negli ultimi anni:

  • RedCode RAW (R3D) di RED ha aperto la strada, offrendo un RAW compresso a 16 bit.
  • Canon Cinema RAW Light, Nikon RAW e Blackmagic RAW hanno poi seguito l’esempio, ognuno con il proprio grado di compressione e flessibilità.

Apple, finora limitata da questioni di compatibilità e licenze, è riuscita a portare il suo codec anche su piattaforme diverse da Final Cut, aprendo di fatto una nuova fase di interoperabilità.


Gestione su macOS e Windows

Nonostante la novità, c’è ancora qualche differenza di prestazioni:

  • Su macOS, ProRes RAW è integrato nativamente e lavora in modo fluido.
  • Su Windows, invece, il codec può risultare più pesante da gestire, con una maggiore richiesta di potenza di calcolo e, in alcuni casi, piccoli bug ancora da sistemare.

Per ottenere il massimo, conviene quindi lavorare all’interno dell’ecosistema Apple, dove il flusso è ottimizzato e i driver sono pienamente supportati.


Perché è una rivoluzione per DaVinci Resolve

L’arrivo del supporto ufficiale ProRes RAW su DaVinci Resolve cambia radicalmente le prospettive per tanti professionisti.
Resolve, infatti, è considerato il software di riferimento per il color grading professionale, e la possibilità di lavorare direttamente con i file RAW provenienti da Atomos o da fotocamere compatibili apre nuove strade creative.

Chi, come molti, aveva abbandonato Final Cut o Premiere per lavorare esclusivamente su Resolve, potrà finalmente sfruttare il potenziale del ProRes RAW senza dover convertire o passare da altri software.


Conclusioni: un futuro più aperto

Apple sembra aver compreso che, nel mondo del video professionale, la chiave del successo non è il controllo esclusivo, ma la compatibilità.
Con ProRes RAW ora gestibile su DaVinci Resolve, il codec può davvero diventare uno standard trasversale, capace di competere con Blackmagic RAW e Canon RAW Light.

Certo, il formato resta pesante e richiede risorse elevate, ma la qualità che offre — in termini di gamma dinamica, fedeltà cromatica e flessibilità — lo rende una scelta eccellente per chi cerca la massima libertà in post-produzione.

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