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Le misteriose bande nere nelle riprese: capire e risolvere il fenomeno del flickering

Chiunque abbia scattato una foto o registrato un video con una fotocamera digitale si sarà imbattuto, almeno una volta, in quelle fastidiose bande nere che compaiono sull’immagine. Questo fenomeno, noto come flickering, è più comune di quanto si pensi e dipende dal modo in cui il sensore elettronico della fotocamera cattura la luce.
In questo articolo vedremo cos’è il flickering, da cosa nasce, quali sensori ne sono più soggetti e soprattutto come ridurlo o eliminarlo.


Cos’è il flickering e da dove nasce

Il flickering si manifesta come bande scure orizzontali o variazioni di luminosità in alcune aree della foto o del video. Questo accade quando il tempo di lettura del sensore (cioè il tempo necessario a “leggere” tutta l’immagine) non è sincronizzato con la sorgente luminosa, in particolare con luci artificiali, come flash, lampade a LED o luci stroboscopiche.

Il problema è più evidente durante le riprese video o gli scatti con otturatore elettronico, ed è legato alla tipologia di sensore utilizzata.


I tipi di sensore e il loro impatto sul flickering

Per comprendere davvero il fenomeno, bisogna conoscere le tre principali categorie di sensori fotografici moderni:

  1. Rolling Shutter
    È il tipo più diffuso, presente nella maggior parte delle fotocamere con sensori CMOS.
    Il sensore legge l’immagine riga per riga, dall’alto verso il basso, in pochi millisecondi. Tuttavia, se durante la lettura la luce cambia — ad esempio un flash che si accende e si spegne — alcune righe riceveranno più luce e altre meno, generando le tipiche bande scure.
  2. Stacked Sensor
    È un’evoluzione del rolling shutter.
    Il sensore è “a strati” e dispone di memorie DRAM integrate che gli permettono di leggere più righe contemporaneamente, riducendo così i tempi di lettura.
    Il risultato? Un’immagine più uniforme e una notevole riduzione del flickering, anche se non sparisce del tutto.
  3. Global Shutter
    È la soluzione definitiva al problema.
    Qui ogni pixel del sensore viene letto simultaneamente, in un unico istante. In questo modo la luce viene catturata in maniera uniforme e il flickering scompare completamente.
    Tuttavia, i sensori global shutter sono ancora costosi e destinati principalmente a fotocamere professionali di fascia alta.

Rolling shutter e il tempo di readout

Un concetto fondamentale per capire il flickering è quello di readout time, cioè il tempo di lettura del sensore.
Più questo tempo è breve (espresso in millisecondi), minore sarà il rischio di bande o distorsioni.
Sensori più moderni, come quello della Fujifilm X-H2S, offrono un readout molto rapido, che permette di catturare immagini quasi prive di artefatti anche con otturatore elettronico.


Flickering e flash: perché succede

Il flickering è particolarmente evidente quando si scatta con flash o luci intermittenti.
Il lampo di luce dura una frazione di millisecondo e può non coincidere con la finestra di lettura del sensore, illuminando solo parte dell’immagine.
Nei casi più lievi compaiono righe più scure o più chiare, in quelli estremi parte della foto risulta completamente nera.


Come ridurre o eliminare il flickering

Esistono diversi metodi per limitare o eliminare il problema, a seconda della fotocamera e del tipo di ripresa:

1. Usare l’otturatore meccanico

È la soluzione più efficace in fotografia.
L’otturatore meccanico espone tutto il sensore contemporaneamente, eliminando quasi del tutto il rischio di flickering.
Sulle fotocamere come la Fujifilm X-T3, ad esempio, con l’otturatore meccanico il problema sparisce, mentre con l’elettronico compare chiaramente.

2. Attivare la funzione “anti-flicker”

Molte fotocamere moderne includono un’opzione per ridurre il flickering automaticamente, regolando i tempi di esposizione in base alla frequenza della luce.
È utile soprattutto in interni illuminati da lampade a LED o fluorescenti.

3. Aumentare frame rate e shutter speed nei video

Per le riprese video, dove non si può usare l’otturatore meccanico, conviene aumentare il frame rate (fps) e accorciare il tempo di esposizione.
Questo accelera il readout e riduce la visibilità delle bande.

4. Gestire attentamente le sorgenti luminose

Usare luci continue e di qualità, con frequenze stabili, riduce il rischio di artefatti.
Le luci economiche a LED, invece, spesso generano sfarfallii difficili da correggere.


Quando usare l’otturatore elettronico

Nonostante i suoi limiti, l’otturatore elettronico offre vantaggi importanti:

  • È silenzioso (ideale per matrimoni, eventi o fauna selvatica).
  • Non si usura, a differenza di quello meccanico.
  • Permette tempi di scatto molto rapidi e scatti in raffica più veloci.

Per questo, se si scatta in condizioni di luce continua e stabile, può essere usato senza problemi.


Rolling shutter e movimenti rapidi

Oltre al flickering, il rolling shutter può generare un altro effetto indesiderato nei video: il cosiddetto “effetto gelatina” o distorsione da movimento.
Quando si riprendono oggetti in rapido movimento o si effettua un panning veloce, l’immagine può deformarsi, come se si “sciogliesse”.
Anche in questo caso, i sensori stacked o global shutter riducono fortemente il problema.


Conclusione

Il flickering è un fenomeno tecnico inevitabile in alcune situazioni, ma comprendendo il funzionamento del sensore e scegliendo correttamente impostazioni e luci, è possibile evitarlo o ridurlo drasticamente.
In breve:

  • Usa l’otturatore meccanico per scatti con flash o luci artificiali.
  • Attiva l’anti-flicker se disponibile.
  • Nei video, aumenta frame rate e shutter speed.
  • Valuta, se possibile, fotocamere con sensore stacked o global shutter.

Con questi accorgimenti, le tue immagini e i tuoi video risulteranno più puliti, uniformi e professionali, senza quelle fastidiose bande nere che rovinano il lavoro di tanti fotografi e videomaker.

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